Ultimi decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione

Il Consiglio dei ministri, riunitosi il 10 agosto 2016, ha approvato in via definitiva tre decreti attuativi della legge di riforma della Pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124).

I tre decreti riguardano le società partecipate dalle pubbliche amministrazioni, le modifiche al codice dell’amministrazione digitale (CAD) e la riforma del processo contabile.

Con il primo (partecipate) si concretizza una drastica riduzione delle società partecipate, chiudendo quelle inutili ed inefficienti.  Si evidenzia l’importanza del contenuto degli art. 20 e 21 riguardanti la loro razionalizzazione periodica tramite il possesso di alcuni requisiti (fatturato medio nell’ultimo triennio superiore al milione di euro, società che non risultino prive di dipendenti o abbiano un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti, partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolta da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali, partecipazioni in società diverse da quelle costituite per la gestione di un servizio d’interesse generale che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedente, ecc.) le modalità dei piani di razionalizzazione e di dismissioni. Si evidenzia che la mancata adozione degli atti di dismissione comporta la sanzione da un minimo di euro 5.000 ad un massimo di euro 500.000 e l’intervento sostitutivo del ministero dell’Economia.

Con il secondo, modifiche al codice dell’amministrazione digitale (CAD), si posticipa dal 12 agosto al 12 dicembre il termine ultimo entro cui la pubblica amministrazione dovrà adeguare i propri sistemi per gestire tutti i documenti in modalità digitale.società che non risultino prive di dipendenti o abbiano un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti, partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolta da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali, partecipazioni in società diverse da quelle costituite per la gestione di un servizio d’interesse generale che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedente, ecc.) le modalità dei piani di razionalizzazione e di dismissioni. Si evidenzia che la mancata adozione degli atti di dismissione comporta la sanzione da un minimo di euro 5.000 ad un massimo di euro 500.000 e l’intervento sostitutivo del ministero dell’Economia.

L’obbligo è stato sospeso perché molti enti non sono ancora pronti. Le amministrazioni già pronte hanno la facoltà di passare dalla carta al digitale già ora.

Il nuovo CAD prevede anche l’introduzione del cosiddetto domicilio digitale (Spid), l’identificativo con cui ogni cittadino potrà entrare in contatto con la pa, e la possibilità di effettuare micropagamenti via sms fino a 50 euro per bollette, certificati o multe. Nel testo sono state, tra l’altro, inserite anche clausole volte a incentivare lo smartworking ed è prevista l’istituzione di un commissario ufficiale all’Agenzia digitale per tre anni. L’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) potrà irrogare sanzioni maggiori rispetto a quelle attuali, che si fermano a un massimo di 20mila euro. Le società partecipate quotate saranno escluse dall’applicazione del nuovo Cad.

Con il terzo, è stato approvato il decreto legislativo relativo al Codice di giustizia contabile adottato ai sensi dell’articolo 20 della legge 7 agosto 2015, n. 124.

Nel Codice, la cui delega ed i principi e criteri direttivi sono contenuti nell’art. 20 della L.124/2015 (delega Madia), sono racchiuse le disposizioni processuali di tutte le tipologie di giudizi che si svolgono davanti alla Corte dei conti, dai più noti giudizi di responsabilità erariale, ai giudizi di conto, a quelli sanzionatori e pensionistici.

 

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