Razionalizzazione Società Partecipate

Gli enti locali devono inviare alla Corte dei conti entro il 31 marzo la relazione sull’attuazione del piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate, che deve essere anche pubblicata sul sito internet – Amministrazione Trasparente – Altri contenuti.

Occorre, quindi, predisporre un’analisi dettagliata sullo sviluppo delle misure definite in relazione alle varie società, sia sul versante delle aggregazioni (mediante fusioni) sia su quello della riorganizzazione dei vari organismi partecipati (anche attraverso operazioni relative al personale).

La legge 190/2014 chiarisce, infatti, che la pubblicazione della relazione, al pari di quella del piano, costituisce obbligo di pubblicità in base al Dlgs 33/2013: l’inadempimento costituisce (secondo quanto previsto dall’articolo 46 dello stesso decreto trasparenza) elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione ed è comunque valutato ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili.

La disposizione prevista nel comma 612 della legge 190/2014 configura in capo ai sindaci la responsabilità della predisposizione del documento e dei due adempimenti immediatamente successivi.

La norma non delinea un iter per l’approvazione, a differenza di quanto previsto per il piano, connotando la relazione come semplice strumento di riscontro dell’avvenuta messa in opera delle varie azioni. Tuttavia, l’importanza degli elementi trattati consente alle amministrazioni locali di veicolarla nell’ambito del circuito istituzionale, ad esempio attraverso una formalizzazione con decreto del sindaco e successiva presa d’atto da parte del consiglio.

La relazione deve anzitutto riportare lo stato di attuazione delle misure definite nel piano con riferimento a ciascuna società interessata dalla razionalizzazione, evidenziando le eventuali criticità riscontrate (ad esempio la difficoltà di alienare le quote di una partecipazione non strategica) e i possibili ritardi, rispetto ai quali deve essere fornita adeguata motivazione.

 

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